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Come misurare se la tua attività è visibile sulle intelligenze artificiali

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Non esiste ancora un “Google Analytics” ufficiale per le citazioni sulle IA generative, ma ci sono modi concreti per capire a che punto sei. Ecco quelli che uso davvero, non teoria.

1. Prova diretta sulle IA

Il test più semplice: apri ChatGPT, Gemini e Perplexity e fai le domande che farebbe un tuo cliente (“consigliami un [tua attività] a [tua città]”, “quanto costa [tuo servizio]”). Annota se e come compari. Ripeti il test periodicamente: le risposte cambiano nel tempo.

2. Controlla i crawler nei log del sito

I crawler delle IA (GPTBot, Google-Extended, PerplexityBot, ClaudeBot) lasciano traccia nei log del server quando visitano il sito. Se non compaiono mai, significa che quell’IA non sta nemmeno leggendo le tue pagine, a prescindere dalla qualità dei contenuti.

3. Monitora il traffico “referral” dalle IA in Google Analytics

Alcuni strumenti come ChatGPT e Perplexity, quando citano una fonte con link cliccabile, generano traffico verso il sito. In Google Analytics 4 questo traffico compare come sorgente separata (chatgpt.com, perplexity.ai) nei report di acquisizione: è un segnale concreto, non un’ipotesi.

4. Verifica i dati strutturati e il file llms.txt

Più che una misurazione, è una verifica delle condizioni di partenza: se mancano le basi tecniche, il resto delle misurazioni avrà sempre risultati deboli.

Quanto spesso ripetere il controllo

Una volta ogni 2-3 mesi è sufficiente per un’attività locale: le risposte delle IA generative cambiano, ma non così rapidamente da richiedere un monitoraggio quotidiano.

Se vuoi un primo controllo fatto bene, parti da quello gratuito che faccio io: copre tutti e quattro questi punti in una volta sola.